Dal 20 agosto al 19 settembre 2026 ho raccolto i primi dati reali del mio impianto fotovoltaico con accumulo. 213,9 kWh prodotti, 0 kWh acquistati dalla rete e oltre 119 kWh utilizzati per ricaricare le batterie Deye. Ma c’è un aspetto che non avevo previsto e che potrebbe diventare molto interessante nei prossimi mesi.

Dopo aver raccontato la realizzazione del mio impianto fotovoltaico e la configurazione del sistema Deye All in One, è arrivato il momento di vedere cosa è successo dopo quasi un mese di utilizzo. Non una simulazione e nemmeno una previsione teorica: questi sono i primi dati reali della mia casa, una casa di quasi 100 anni che sto cercando di rendere sempre più autonoma dal punto di vista energetico.
L’obiettivo del progetto è ambizioso: capire quanto sia possibile ridurre la dipendenza dalla rete elettrica e, nel tempo, utilizzare sempre più energia prodotta direttamente dal mio impianto fotovoltaico.
Il mio impianto fotovoltaico con accumulo
Prima di analizzare i numeri, ricordo brevemente la configurazione dell’impianto.
Sul tetto del portico ho installato 14 pannelli fotovoltaici da 470,45 W, per una potenza complessiva di circa 6,6 kWp.
L’energia prodotta viene gestita da un sistema Deye All in One, composto da:
- inverter Deye da 8 kW;
- 2 batterie Deye AI-W5.1-B;
- capacità complessiva delle batterie di 10,24 kWh;
- impianto fotovoltaico da circa 6,6 kWp.
La logica del sistema è molto semplice: quando il sole produce energia, questa viene utilizzata prima per alimentare la casa; l’eventuale energia disponibile viene utilizzata per ricaricare le batterie.
Quando il fotovoltaico non produce abbastanza, le batterie possono invece fornire energia alla casa. Ed è proprio questo meccanismo che volevo iniziare a verificare sul campo.

I primi dati reali: 20 agosto – 19 settembre
Il sistema è entrato in funzione la mattina del 20 agosto 2026. Ho quindi preso come primo periodo di analisi le settimane successive, fino al 19 settembre 2026.
Il risultato complessivo è stato:
| Dato | Risultato |
|---|---|
| Energia prodotta dal fotovoltaico | 213,9 kWh |
| Consumo totale della casa | 212,10 kWh |
| Energia utilizzata direttamente dalla casa | 94,8 kWh |
| Energia utilizzata per caricare le batterie | 119,09 kWh |
| Energia restituita dalle batterie | 117,29 kWh |
| Energia acquistata dalla rete | 0 kWh |
Sono numeri che, dopo appena il primo periodo di funzionamento, considero già molto interessanti.
La cosa che salta subito all’occhio è soprattutto una: nel periodo analizzato il consumo della casa è stato interamente coperto dall’energia prodotta dal sistema, considerando la combinazione tra utilizzo diretto del fotovoltaico e accumulo.

213,9 kWh prodotti: dove sono finiti?
Un aspetto interessante è capire come sono stati utilizzati i 213,9 kWh prodotti dall’impianto. Circa 94,8 kWh sono stati consumati direttamente dalla casa nel momento stesso in cui venivano prodotti. Altri 119,09 kWh sono stati invece destinati alla ricarica delle batterie. In pratica, durante le ore di maggiore produzione il fotovoltaico ha alimentato la casa e contemporaneamente ha accumulato energia per utilizzarla successivamente. Questo è esattamente il comportamento che mi aspettavo da un impianto fotovoltaico con accumulo.
Durante le ore serali e quando il sole non era sufficiente, le batterie hanno restituito 117,29 kWh. Ed è proprio grazie a questo meccanismo che il dato relativo all’energia acquistata dalla rete è arrivato a zero kWh nel periodo analizzato.
La sorpresa: il fotovoltaico avrebbe potuto produrre di più
Ed ecco uno degli aspetti più interessanti di questo primo mese. I 213,9 kWh prodotti non rappresentano necessariamente tutta l’energia che i pannelli avrebbero potuto generare. In questo periodo, infatti, non ho ancora completato le pratiche per l’immissione dell’energia in rete. Questo significa che, quando le batterie arrivavano al 100% e la casa non aveva abbastanza consumi da utilizzare tutta la produzione disponibile, il sistema non aveva un ulteriore utilizzo per quell’energia. Di conseguenza, l’inverter iniziava a limitare la produzione fotovoltaica, adattandola all’effettivo fabbisogno della casa. È una situazione temporanea, perché il progetto prevede anche la possibilità di immettere in rete l’energia prodotta in eccesso. Ma proprio per questo motivo i dati di questo primo periodo sono ancora più interessanti: non sto ancora sfruttando completamente il potenziale dell’impianto.

Cosa succederà quando potrò immettere energia in rete?
Una volta completate le pratiche e attivata la gestione dell’energia immessa, la situazione dovrebbe cambiare. Quando le batterie saranno completamente cariche e la casa non riuscirà ad assorbire tutta l’energia prodotta dai pannelli, l’energia disponibile potrà essere venduta. Questo mi permetterà di sfruttare maggiormente la produzione del mio impianto fotovoltaico anche nelle giornate in cui i consumi domestici sono bassi. Ma soprattutto mi permetterà di raccogliere dati più completi sulla produzione reale del sistema e di guadagnare qualche soldo, che male non fa.
A quel punto potrò confrontare: produzione → autoconsumo → accumulo → energia immessa → energia acquistata dalla rete. Ed è proprio questa la fotografia che voglio ottenere nei prossimi mesi.

Il vero test sarà l’inverno
Per quanto siano interessanti questi primi risultati, c’è una cosa che non dobbiamo dimenticare. Siamo ancora alla fine dell’estate. Le giornate sono relativamente lunghe e l’irraggiamento solare è ancora favorevole. L’inverno sarà completamente diverso. Ci saranno meno ore di luce, giornate nuvolose più frequenti e soprattutto aumenteranno i consumi della casa. Ed è proprio qui che arriverà il vero test per il mio impianto fotovoltaico con accumulo.
La domanda che mi interessa maggiormente è questa: 10,24 kWh di accumulo saranno sufficienti per affrontare la notte durante l’inverno? È una domanda a cui non voglio rispondere con una semplice simulazione. Voglio verificarlo con i dati reali della mia casa.
Il progetto va oltre il semplice fotovoltaico
L’obiettivo finale non è semplicemente produrre energia elettrica. Sto cercando di costruire, passo dopo passo, un sistema energetico sempre più integrato. Il prossimo obiettivo sarà infatti utilizzare una quota maggiore dell’energia elettrica prodotta dal fotovoltaico anche per ridurre il consumo di gas della casa. Tra i progetti ci sono il futuro utilizzo dell’energia elettrica per riscaldamento e acqua calda sanitaria e il passaggio dalla cucina a gas alla cottura a induzione.
In questo modo il fotovoltaico non servirebbe soltanto a ridurre la bolletta elettrica, ma diventerebbe progressivamente il cuore del sistema energetico della casa.

Quanto si può diventare autonomi con un impianto fotovoltaico?
Questa è la domanda alla quale vorrei arrivare alla fine di questa serie. Non mi interessa dimostrare che un impianto fotovoltaico funziona: sappiamo già che funziona. Mi interessa capire quanto può diventare realmente autonoma una casa di quasi 100 anni, con un impianto fotovoltaico da 6,6 kWp e 10,24 kWh di batterie.
Per questo continuerò a monitorare mese dopo mese:
- produzione fotovoltaica;
- consumi della casa;
- energia utilizzata direttamente;
- energia accumulata nelle batterie;
- energia restituita dall’accumulo;
- energia acquistata dalla rete;
- energia eventualmente immessa in rete;
- grado di autosufficienza energetica;
- costi e risparmio ottenuto.
E naturalmente anche l’andamento delle bollette e, nel tempo, il tempo necessario per recuperare l’investimento iniziale.
Guarda l’Episodio 3 in YouTube!
Ho raccolto tutti questi dati anche nel terzo episodio della serie dedicata alla trasformazione energetica della mia casa. Nel video mostro i numeri del primo periodo di funzionamento, spiego come sta lavorando il sistema Deye All in One e soprattutto quali sono le mie preoccupazioni per i prossimi mesi.
Conclusioni
Il primo mese mi ha dato una prima indicazione molto interessante: il sistema sta già permettendo alla casa di utilizzare una quantità significativa di energia prodotta direttamente dal fotovoltaico e, nel periodo analizzato, non ho acquistato energia dalla rete. Ma sarebbe troppo presto per trarre conclusioni definitive. Il vero banco di prova sarà l’inverno. Sarà allora che scoprirò quanto possono realmente fare 6,6 kWp di fotovoltaico e 10,24 kWh di accumulo in una casa di quasi 100 anni. E questa volta saranno ancora una volta i dati reali a parlare.
Segui tutta la serie sull’autosufficienza energetica
Sto documentando passo dopo passo la trasformazione della mia casa di quasi 100 anni, con un impianto fotovoltaico da 6,6 kWp, un sistema Deye All in One e 10,24 kWh di accumulo. In questa serie condivido installazione, configurazione e soprattutto i dati reali di produzione e consumo mese dopo mese.